Come per qualsiasi piscina anche per quella fuori terra la pulizia è importantissima. Il filtro è considerato a tutti gli effetti il “fegato” vero e proprio della piscina, mantenendo l’acqua della piscina pulita (come fa il nostro organo per il sangue) e impedendo la formazione di muffe e alghe.

Le piscine fuori terra sono un oggetto di arredo pratico e veloce da montare e smontare, possono diventare esteticamente molto gradevoli se ricoperte in legno o rattan, grazie ad esempio al sistema di rivestimento Solaire offerto da Poolmaster, ma è indispensabile averne cura come qualsiasi altro arredo della casa e attenersi a una serie di regole per la pulizia chimica e il filtraggio.

L’acqua delle piscine fuori terra va liberata da tutte le impurità solide che possono infestarla e il filtro svolge quest’operazione trattenendo lo sporco compatto al suo interno. Ovviamente riesce a farlo fino a un certo punto. Quando la saturazione arriva a livelli d’allarme, il manometro ci avverte che è arrivato il momento di pulire l’impianto filtrante della piscina.


I FILTRI PER LA PISCINA FUORI TERRA

Fondamentalmente esistono due tipologie di filtraggio: i filtri a cartuccia e i filtri a sabbia.


Filtri con cartuccia plissettata
Il filtro a cartuccia è la versione più economica ed è l’ideale per le piscine fuori terra di piccole dimensioni. Pratico e veloce da ripulire. Questa tipologia di filtraggio è costituita da un filtro cilindrico plissettato, principalmente costituito da cellulosa e poliammide. L’acqua della piscina entra nel filtro per poi uscire pulita dalla sporcizia con una velocità non eccessivamente elevata (circa 2/3 metri cubi l’ora). La pompa è generalmente inserita direttamente all’interno del gruppo filtrante.
Per effettuare la pulizia del filtro a cartuccia basta estrarre il cilindro dal gruppo filtro e lavarlo con un getto d’acqua ad elevata pressione. Lasciando la cartuccia immersa in una soluzione disincrostante per 24 ore si ottiene un effetto ancora più efficace e basterà poi risciacquarla abbondantemente prima di riutilizzarla. Effettuando questo genere di pulizia una cartuccia dura in media circa 20 giorni; dopodiché sarà necessario cambiare la cartuccia.
I vantaggi principali di questo tipo di filtraggio sono l’economicità, l’elevato grado di filtrazione e la facilità con cui è possibile pulirlo e sostituirlo. Di contro ha che è indicata soprattutto per piscine fuori terra di piccole dimensioni e il filtro deve essere pulito più spesso di uno a sabbia.


Filtri a sabbia
Il sistema di filtraggio attualmente più diffuso e più completo è sicuramente quello a sabbia. Per ripulire l’acqua viene utilizzata l’elettrostaticità della sabbia. In questo caso la portata, a differenza dei filtri a cartuccia, è molto più elevata e i tempi di filtraggio sono minori. Normalmente il filtro è composto da due strati omogenei di sabbia: fine nella parte alta e grossolana nella parte inferiore. Questi filtri sono attraversati dall’alto verso il basso dall’acqua sfruttando la gravità. Il filtraggio in questi casi è del tutto naturale e sfrutta la gravità e non la spinta della pompa. L’acqua scende attraverso il filtro e poi viene rimessa in circolo.
Periodicamente è necessario effettuare i cosiddetti “contro-lavaggi” che consentono, facendo passare l’acqua nel senso opposto, di eliminare tutto lo sporco che si accumula nelle normali fasi di filtrazione.
I vantaggi di questo tipo di filtro sono che è possibile utilizzarli anche in piscine medio grandi, ha un ottimo grado di filtrazione, ma contemporaneamente è più costoso e richiede una manutenzione più sofisticata.