Piscine fuori terra: tuffati e dimentica la burocrazia

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Piscine fuori terra: tuffati e dimentica la burocrazia

I dati dell’estate 2020 parlano chiaro: quasi un terzo della popolazione italiana ha rinunciato alle vacanze estive e alla villeggiatura in favore della tranquillità delle proprie case. Molte famiglie hanno preferito investire in modo diverso il budget destinato alle vacanze, creando un piccolo angolo di vacanza e di relax nelle proprie aree verdi!

Sono infatti circa 6 su 10 le abitazioni in Italia che dispongono in uno spazio all’aperto e, con le giuste accortezze, ognuno di questi luoghi può diventare una vera e propria zona relax fornita di piscina, doccia, solarium e tutti i comfort di una vera vacanza!

Quale piscina privilegiare?

Se decidiamo di analizzare la questione dal punto di vista burocratico, la piscina fuori terra è quella che presenta maggiori vantaggi. La normativa in merito all’installazione delle piscine cambia di regione in regione e talvolta di comune in comune, ma la discriminante che mette d’accordo tutti sono proprio i lavori edilizi. Le piscine fuori terra, dal momento che non necessitano di opere edili per la loro installazione, generalmente non richiedono alcuna autorizzazione comunale.

Casi particolari: piscine fuori terra e burocrazia

Nonostante ciò, sussistono delle situazioni particolari a cui è necessario fare attenzione, poiché la mancata notifica di inizio attività potrebbe portare ad ingenti sanzioni:

- Eventuali trasformazioni urbanistiche del territorio: secondo il Testo Unico dell’Edilizia, il documento di riferimento per la disciplina urbanistico-edilizia nazionale, “il permesso di costruire è necessario per tutti gli interventi di nuova costruzione che comportano una trasformazione edilizia e urbanistica del territorio”. Questo passaggio include sia le piscine fuori terra che interrate, nel caso in cui siano previste trasformazioni permanenti del suolo.

- Opere minori con funzione illimitata nel tempo: nonostante il costruttore le indichi come “smontabili”, è possibile che opere minori come le piscine richiedano di un tipo di autorizzazione particolare perché vengono considerate, dal punto di vista burocatico, per la loro destinazione funzionale e per le loro caratteristiche strutturali.

- Comunicazioni preventive: talvolta la normativa non è stringente, ed è semplicemente necessario fornire una comunicazione preventiva al comune con allegato un progetto che attesta la conformità al piano urbanistico.

- Certificazione di inizio attività: in caso di piscine di grandi dimensioni, può essere necessario fare una segnalazione certificata di inizio attività o di avvalersi di un permesso di costruire.

Conclusioni

Non è facile trovare una regola univoca per identificare i casi in cui non è necessario avvalersi di permessi per l’installazione di una piscina fuori terra: dipende infatti da dimensioni, luogo di installazione e dalla necessità o meno di eseguire lavori edilizi nel luogo in cui verrà posata. Nel dubbio, per evitare sanzioni o qualsiasi tipo di problematica, è opportuno rivolgersi agli uffici tecnici del proprio comune.

Noi di Poolmaster saremo comunque al tuo fianco per darti tutto il supporto possibile: forniremo al tuo Comune di residenza un dettagliato progetto tecnico con il quale valutare la situazione iniziale e iniziare i lavori in piena serenità. La tua piscina dei sogni non è mai stata così vicina!

 


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