A cosa serve il cloro in piscina e quanto occorre metterne?

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Per potersi tuffare e nuotare senza pensieri in piscina, l’acqua deve essere assolutamente pulita, limpida e sana e come sappiamo i fenomeni metereologici, la vegetazione nelle vicinanze e un’alta frequentazione sono fattori che incidono sulla sua qualità. Un alleato fondamentale per combattere le impurità è il cloro, uno dei prodotti chimici maggiormente impiegati per la disinfezione delle piscine. Scopriamo assieme tutti i segreti dell’uso del cloro!

 

A cosa serve il cloro in piscina?

Il cloro è un prodotto chimico, in forma solida o liquida, utilissimo per la disinfezione e la sterilizzazione della piscina. A contatto con l’acqua il cloro sviluppa l’acido ipocloroso che attacca i microrganismi e li distrugge, la parte restante denominata “cloro libero” rimane disciolto nella piscina pronto ad agire contro tutti i nuovi inquinanti che vengono introdotti nella vasca. Solitamente, il valore di cloro libero in piscina si misura in ppm (parti per milione) e deve essere compreso tra 0,7 e 1,5 ppm. È importante attenersi all’interno di questo range di valori, infatti se il livello di cloro fosse troppo basso il processo di sanificazione dell’acqua rallenterebbe con la conseguente formazione di alghe e incrostazioni calcaree, al contrario un livello elevato di cloro potrebbe risultare fastidioso per i bagnati a causa dell’irritazione degli occhi o della pelle, o addirittura potrebbe scolorire i costumi e le attrezzature con cui viene a contatto.

Quindi per evitare degli spiacevoli disagi, come calcolare il cloro in piscina? Per verificare che tutti i parametri siano sempre corretti è necessario usare un apposito test per la misurazione del livello del cloro. I più diffusi e facili da utilizzare sono le strisce monouso, ossia delle striscioline di carta imbevute di un particolare reagente che dopo essere state immerse nell’acqua della piscina assumono una particolare colorazione indicante il livello di cloro presente. Altrimenti, è possibile usare il test con flaconi e provette, quest’ultime vengono riempite d’acqua della piscina mescolata con delle gocce di un particolare reagente, in base al colore che l’acqua assume, verrà confrontato con l’apposita legenda per capire se i valori sono corretti o meno.

 

Come avviene il processo di clorazione?

Per un’accurata disinfezione della piscina, generalmente si devono seguire due processi di clorazione: la pulizia ordinaria e la superclorazione.

La pulizia ordinaria deve essere effettuata ogni settimana, oppure più frequentemente nei momenti di maggiore utilizzo della piscina, grazie all’uso del tricloro. Il tricloro, in forma di pastiglie da 200 gr, si scioglie lentamente mantenendo un’azione sanificante, disinfettante ed alghicida a lungo nel tempo. Il dosaggio solitamente dipende dalle dimensioni della piscina e dal volume d’acqua contenuto, anche se può essere usata una pastiglia a settimana ogni 10 m3 di acqua. Una cosa fondamentale da tenere a mente è che le pastiglie non devono mai essere gettate in acqua, ma devono essere inserite nello skimmer o nell’apposito diffusore galleggiante lasciandole sciogliere lentamente.

La superclorazione è un trattamento d’urto che deve essere effettuato nelle fasi di apertura e chiusura della piscina, inoltre questo procedimento può essere ripetuto anche durante i periodi di maggior utilizzo. In questo caso, si utilizza il dicloro in grani composto per più del 50% da cloro. Il dicloro agisce in modo rapido ed efficace con un’azione sanificante, schiarente ed antialghe, sterilizzando ogni componente della piscina ed eliminando tutti i microorganismi sopravvissuti al sistema di filtrazione e all’azione dei pulitori automatici. In genere, i grani vengono sciolti in un secchio d’acqua e versati in piscina, inoltre il dosaggio, sia per il trattamento inziale quando la piscina è appena stata acquistata, sia nel caso di formazione di alghe, è di 20 gr di prodotto disciolto per ogni 1000 litri d’acqua della piscina. Effettuato questo procedimento, è meglio aspettare almeno 12 ore prima di potersi tuffare nuovamente.

Nell’eventualità che il prodotto aggiunto sia troppo, con il classico odore pungente e particolare fastidio per i bagnati, come fare per abbassare il livello di cloro in piscina? Innanzitutto, deve essere effettuato l’apposito test per accertarsi del reale valore presente nell’acqua; in seguito, si procede eliminando qualsiasi fonte di cloro, come le pastiglie nello skimmer o nel galleggiante; si mantiene acceso il più possibile l’impianto di filtrazione, potrebbero essere sufficienti 8 o 12 ore per abbassarne il livello; oppure come caso estremo si può svuotare un terzo della piscina e sostituirlo con acqua fresca.

 

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