Piscina, MODE: ON. Alcuni consigli per la pulizia e la manutenzione quotidiana

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Finalmente è arrivato il caldo! Le giornate si sono allungate, l’aria è tiepida e il sole scalda la pelle. È proprio ora di rimettere in funzione la piscina privata. Ci sono, però, alcune linee guida, relative alla pulizia quotidiana della piscina interrata o fuori terra, che è importante considerare, per far sì che il piacere di un bel bagno non si trasformi in un problema. Vediamo quali.

Tutto il bello di una piscina privata

L’arrivo della bella stagione è un momento che sognavamo da mesi. Stanchi di freddo, maglioni pesanti e giornate corte, attendevamo la libertà e il tepore di questa parte dell’anno con ansia.

Quest’anno però qualcosa è andato storto e ci siamo ritrovati prigionieri in casa anche nel momento in cui, più di tutto, desideravamo dare sfogo alla nostra voglia di uscire, divertirci e incontrare gli amici.

Abbiamo dovuto tener duro ancora un po’ e ora le cose non sono più come prima.  Se è vero che possiamo di nuovo stare assieme, incontrarci, muoverci, è altrettanto certo che dobbiamo comunque sottostare a certe restrizioni mirate a tutelare la nostra sicurezza.

Quale miglior momento, quindi, se non questo per godersi il piacere di una piscina privata tra tuffi, nuotate, aperitivi a bordo vasca e momenti di spensieratezza con amici e parenti lontano dalla folla, le limitazioni di spazio e le esigenze di distanziamento sociale?

In effetti la prospettiva di una domenica di totale relax, sdraiati al sole, senza nemmeno doversi preoccupare di muoversi da casa è piuttosto allettante. Niente alzatacce, niente noiosi viaggi in macchina in direzione della spiaggia, magari in coda e sotto l’afa della calura estiva. E soprattutto niente urla di bambini altrui o venditori ambulanti, bisogno di prenotazioni o sabbia che si infila sotto il costume.  

Solo il piacere di un bagno fresco e un cocktail sotto l’ombrellone o il gazebo, a pochi passi da casa con tutte le comodità, la quiete e gli agi di una piscina privata nel giardino o nel terrazzo di casa.

 

Manutenzione ordinaria: un impegno necessario

Sia che si tratti di una piscina interrata che di una piscina fuori terra la possibilità di godere di questo svago è un grande privilegio che però richiede anche degli obblighi e un impegno costante per la pulizia e la manutenzione.

Niente paura, però. Stiamo parlando di piccoli gesti e operazioni da mettere in pratica per garantire la pulizia e l’igienizzazione dell’acqua e aiutare il sistema di filtraggio garantendone una maggior durata nel tempo.

Pulizia delle superfici

La prima superficie di cui occuparsi, chiaramente, è lo specchio d’acqua. Foglie che cadono dagli alberi, erba e sabbia trasportate da chi entra ed esce dalla piscina, piccoli insetti: sono tante le impurità che possono sporcare la qualità dell’acqua. In questo caso può bastare un semplice passaggio con un retino montato su  un’asta telescopica a fine giornata per eliminare gli elementi più grandi che possono impegnare eccessivamente il sistema di filtraggio.

Ci sono poi le pareti della vasca da considerare. La costante presenza d’acqua può dar luogo alla formazione di alghe, antiestetiche e antiigieniche. Anche in questo caso può bastare il passaggio con una spazzola per rimuovere eventuali accumuli o incrostazioni. Per quel che riguarda il fondo, invece potete ricorrere a un aspiratore a batteria o, se proprio volete esser certi del risultato, agli appositi robot pulitori.

Non dimenticate, infine, di prendervi cura delle scalette e di pulire anche la linea di galleggiamento dell’acqua con una spazzola e l’adeguato prodotto.

Cloro e PH.

Bisogna poi prestare attenzione alla qualità dell’acqua stessa. Tutti noi conosciamo il tipico odore di cloro che sentiamo quando ci immergiamo in una piscina, pubblica o privata che sia. Può piacere o no, ma sicuramente trasmette una sensazione di pulizia, igiene e sicurezza.

Ecco perché è fondamentale controllare sempre il livello di PH dell’acqua per verificare che sia compreso tra 7.0 e 7.6. Se esce da questi valori significa che l’acqua è troppo acida o troppo basica e il cloro non è più efficace.

Una volta assicurato il buon livello di ph, si procede con l’aggiunta delle pastiglie di cloro. La prima clorazione è definita shock perché prevede una quantità di disinfettante maggiore della media. Durante questa fase sarà importante mantenere attivo l’impianto di filtraggio più a lungo ed evitare di entrare in acqua. Niente bagni, quindi, per qualche giorno.

Il livello del cloro nell’acqua si misura in ppm (parti per milione) e deve essere compreso tra 0,7 e 1,5.

Gli skimmer

Questa parte riguarda, in particolare, le piscine interrate. Gli skimmer, infatti, sono quelle aperture o bocchette che si vedono nella parte superiore della piscina e servono al ricircolo dell’acqua. La manutenzione ordinaria di queste componenti richiede, innanzitutto, il controllo del livello dell’acqua che, per un funzionamento ottimale, deve arrivare a ¾ dello skimmer. Più basso ne rende inutile l’impiego, più alto può danneggiare la pompa. Dopodiché, per pulire gli skimmer bisogna eseguire le seguenti operazioni:

  • Eliminare manualmente sporcizia e residui dal cestello
  • Trattare con sostanze detergenti
  • Ogni 15 giorni eseguire un trattamento d’urto per la sterilizzazione completa dai batteri e tutti quegli organismi che non possono essere rimossi a mano

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