Zeolite e filtraggio della piscina: ci avevi mai pensato?

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Zeolite…cosa sarà mai? Dal nome sembra una pietra ma cosa può centrare con la piscina?

In effetti la prima impressione risvegliata da questo termine non è sbagliata e quindi associarla al mondo delle piscine, interrate o fuori terra che siano, può creare un po’ di confusione.

Prima di spiegare come questi due mondi entrano in contatto facciamo un po’ di chiarezza e vediamo cos’è la zeolite, a cosa serve e come si usa.

Zeolite: generalità, prego           

Chiariamo subito che non si tratta di una pietra preziosa, quantomeno non nel senso classico del termine.

Il contesto in cui ci troviamo, tuttavia, è quello del mondo minerale.

Infatti, il termine zeolite definisce una classe di minerali (più precisamente dei silicati) accomunati da una struttura cristallina e microporosa. Proprio per queste loro caratteristiche le zeoliti trovano ampio spazio di utilizzo in molti campi, industriali e non: da quello petrolchimico a quello dell’edilizia, passando anche per il settore agricolo, quello zootecnico, l’insospettabile universo dei rimedi naturali e, come vedremo tra poco, la cura delle piscine.

Ma qual è il segreto delle zeoliti? Le forti potenzialità depurative risiedono proprio nella natura chimico-fisica di questi elementi che sono composti da una struttura nella quale trovano posto diversi tipi di ione positivo (i cationi).

In questo modo le zeoliti possono attivare processi di scambio cationico capaci di depurare un organismo, un materiale o l’acqua della piscina da impurità, microorganismi patogeni o sostanze nocive.

Come già detto, le zeoliti sono molte e possono essere sia naturali che sintetiche. Per la depurazione dell’acqua delle piscine se ne usa un tipo particolare chiamato Zelbrite, una zeolite sintetica prodotta a partire da una zeolite naturale (la clinoptilolite).

Senza entrare troppo nel dettaglio delle proprietà chimiche e fisiche di questi elementi, possiamo dire la zeolite funziona come una sorta di setaccio o di carta assorbente.

Si, ma cosa c’entra la zeolite con la mia piscina?

È presto detto: ha un forte potere filtrante. La sua porosità implica la presenza, nella struttura, di grandi vuoti capaci di bloccare al loro interno le impurità. Ma alla filtrazione fisica in questo caso si aggiunge anche quella chimica. Infatti, le capacità elettrostatiche dovute proprio all’intelaiatura chimica di questi materiali sono particolarmente adatte trattenere i metalli pesanti disciolti nell’acqua.

In particolare, gli ioni della zeolite si possono legare agli ioni di ammonio e ridurre le cicloammine che causano cattivi odori.

Ecco, quindi, che la Zelbrit diventa un validissimo sostituto della sabbia nei filtri che funzionano con questa modalità e di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo [link all’articolo sul filtraggio a sabbia].

Non solo aumenta le capacità assorbenti del filtro ma può esserne usata una minore quantità rispetto alla sabbia, combinandola con strati di altri materiali più semplici.

È compatibile con i prodotti per il trattamento dell’acqua che si trovano comunemente in commercio e si può quindi tranquillamente sostituire alla sabbia.

La maggiore capacità di filtraggio implica non solo una migliore qualità dell’acqua in cui si immerge, ma anche un minore bisogno di ricorso a prodotti chimici per trattarla e una minore necessità di controlavaggi del filtro. Non ne gioverà solo l’ambiente ma anche il filtro stesso che si usurerà meno e durerà di più.

Lunga vita alla zeolite

Un po’ alla volta anche la Zelbrite si satura ma non occorre sostituirla. Per rigenerarla è sufficiente mettere nei filtri una soluzione salina composta da 1 kg di sale (NaCl) ogni 10 litro e lasciar agire circa 6/12 ore. A questo punto si può effettuare il normale controlavaggio e tornare a usare il filtro come in precedenza.

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